RuneBlogRune: le 9 cose che forse non sai

Da un po’ di tempo si è cominciato a sentir parlare sempre più spesso di rune e runologia e questo, se da una parte è una bella notizia per tutti gli appassionati perché porta l’interesse su una tradizione europea antica ed originaria, dall’altra rischia di alimentare una moda superficiale, spinta anche da rivisitazioni cinematografiche, e dar voce ad appassionati non esperti che, improvvisandosi conoscitori della materia e spacciandosi per tali, diffondono opinioni personali come se fossero fatti storici. Come ho fatto in un articolo precedente, voglio qui presentare 9 informazioni sulle rune che forse non si sanno.

Come mai proprio 9? In questo modo ho voluto onorare un numero importante e sacro della tradizione nordica: 9 sono infatti  i mondi di esistenza descritti dall’Edda. Ed ecco qui quindi nove cose che forse non sai delle rune.

  1. La loro origine non è celtica


    Anche se questo può suonare strano perché alcuni autori moderni hanno creato degli arditi parallelismi, le rune non hanno origine celtica. Le popolazioni celtiche non usavano le rune. Davvero, non le usavano. I Celti avevano il loro sistema alfabetico, il sistema ogamico o Ogham, un sistema bellissimo troppo spesso ignorato che con le rune ha ben poco a che spartire. Le rune sono proprie di un ceppo etnico, non solo geografico, ben diverso che trova il fulcro in più di una popolazione germanica e comprendono anche la penisola Scandinava, l’Islanda e anche molte zone di influenza slava. E’ da qui che poi le rune si sono diffuse in epoca successiva anche sul territorio “inglese” grazie agli spostamenti degli Angli e dei Sassoni e di altre popolazioni sempre di matrice germanica.

     

  2. Il sincretismo stona: le rune non sono pezzi di puzzle

     

    Anche se è sempre interessante assistere a scambi culturali e di tradizioni, quello che non andrebbe mai fatto è mischiare sistemi diversi alla ricerca di un terzo sistema, sintesi dei primi due. Le Rune appartengono ad una forma mentis e ad una tradizione spirituale ben precise, dunque non possono essere esportate a piacimento dal loro contesto originario, giacché lo formano e lo reggono. Accostamenti tra Rune e Chakra, per esempio, alla ricerca di parallelismi forzati possono condurre fuori strada dato che sono strumenti e teorie che appartengono a contesti estremamente diversi tra loro e non intercambiabili. Approcciarsi alle Rune significa approcciarsi a culti ben specifici.

     

  3. Le rune e l’etrusco non sono imparentati

    Qui qualcuno forse si sentirà svenire. No, Rune ed Etrusco sono due mondo separati. L’idea che siano in qualche modo legati è un’altra leggenda metropolitana diffusa, e spesso superficialmente accettata da molti, che trova la sua fallacia nella mancanza di una storiografia attestata. Le speculazioni e le teorie su questo si sprecano perché ad uno sguardo ingenuo i tratti calligrafici, come fa notare Laugrith Heid in Run, si assomigliano molto. Ma si tratta di una somiglianza che non ha alla base una storia condivisa. Per i più curiosi, tre sono i reperti che ci riportano le prime apparizioni scritte dell’alfabeto runico: la pietra di Kylver (risalente alla prima metà del V secolo), la lamina di Valdstena e la lamina di Grumpan in Svezia. Di etrusco… niente.

     

  4. Rune e mandragora, un amore inconfessato

    La Mandragora è una pianta conosciutissima negli ambienti esoterici ed è un ingrediente noto anche al di fuori (si pensi, ad esempio, al film di Harry Potter) a causa delle sue fattezze quasi umanoidi: essa reca con sé delle valenze portentose che la rendono desiderata da pressoché qualunque occultista in Occidente. Essa infatti è ingrediente segreto di pozioni e incantesimi ed è stata portata alla ribalta da scrittori e artisti. E’ chiama “alraune” nei paesi di lingua germanica e l’assonanza al termine “run”, runa, non è casuale ed è dovuto alla comune derivazione dall’alfabeto gotico e proprio come “run” porta con sè l’accezione di “mistero” e “segreto”.

  5. Il tatuaggio con le rune: alcune volte è una pessima idea


    Questo argomento è uno dei primi che ricordo quando iniziai ad apprendere i rudimenti della Stregoneria. Apparentemente irrisorio e banale, tatuarsi in maniera permanente (e magari con colorazioni specifiche, come il rosso) una runa, più rune o addirittura un sigillo del Galdrabok islandese, è quasi sempre sconsigliato da chi pratica stregoneria. Le Rune e i Sigilli runici sono considerati vivi dai praticanti e si nutrono di materiale organico: come per ogni cosa permanente, è necessario chiedersi cosa ci si sta effettivamente tatuando se lo scopo è realmente quello di veicolare un significato. Poi si può credere o meno a quello che i runologi insegnano, ma se non ci si crede bisognerebbe chiedersi quale senso abbia tatuarsi un simbolo senza senso. Studiare, conoscere e onorare sono i passi importanti prima di sbizzarrirsi in questa tipologia di tatuaggi, sia per una questione di mero rispetto culturale, sia per un discorso (se lo si vuole accogliere) di tipo esoterico.

     

  6. Odino ha donato le rune, non le ha create


    Nell’Havamal si narra che è stato Odino a donare la conoscenza delle Rune all’uomo grazie al proprio sacrificio. Tuttavia Odino, le Rune, le ha scoperte, ma non le ha create. In parole povere, ciò che amo dire io dal mio punto di vista di praticante in merito a questa questione, è che da un punto di vista spirituale le Rune sono l’equivalente del DNA stesso dell’esistenza e della creazione, che si disfa e si ricostruisce costantemente. Esse sono.

  7. Le rune e le pietre preziose

     

    E’ innegabile: i set runici incisi su ametista, malachite, quarzo rosa e chi più ne ha più ne metta, sono stupendi da vedere, ma non corretti dal punto di vista tradizionale, che richiede come unici materiali su cui incidere solo il legno oppure un osso. Le pietre, infatti, non sono neutre dal punto di vista energetico e incidere la stessa runa su una ametista o su diaspro, ad esempio, in sede di divinazione può dare risultati molto diversi.

     

  8. Le rune non si scrivono in un solo modo senso


    Sebbene di primo acchito possa sembrare che ogni runa abbia una grafia univoca, non è affatto così, e non solo per l’evoluzione nei secoli della stessa, ma anche a seconda della zona geografica e della popolazione che faceva uso dell’alfabeto. Oltretutto le fonti parlano anche di particolari e ingegnosi modi di criptare le rune, disponendole in croci a forma di X, sulle cui braccia si disponevano dei trattini da leggere in senso orario. Ogni X conteneva due rune e i trattini del primo braccio indicavano l’aett di appartenenza (gli “aett” sono le cosiddette “famiglie” di rune che suddividono in tre gruppi il Futhark stando a quanto riporta Freya Aswynn in Northern Mysteries and Magick), mentre sul secondo venivano disposti i trattini che rimandavano al numero della runa dell’aett indicato. Per una completa disamina delle varie grafie runiche, rimando a Run di Laugrith Heid.

  9. Non esistono le rune zodiacali


    Per chi inizia a muoversi nel mondo delle rune una cosa salta subito all’occhio: in ogni fiera folkloristica -e magari celtica- c’è almeno una bancarella di presunti runologi, spesso improvvisati, che associano astrologia e rune e si propongono di individuare la runa di nascita conoscendo il giorno che si è venuti al mondo. Ma c’è davvero una correlazione tra segno zodiacale e una determinata runa? La risposta è: NO. Categoricamente, no. Anche questa fa parte di quel sincretismo non appropriato di cui al punto 2.  Non esistono rune associate a giorni precisi, e questo è un dato storico. Ma dunque non esiste alcuna correlazione tra temperamento/personalità/anima e le rune? In questo caso la risposta è invece affermativa. Sì. Esistono. Ogni persona può scoprire la sua runa personale. Parlare di anima e di concezione di “spirito” tra le antiche popolazioni nord/est europee è materia complessa e lunga, ma basti sapere che l’anima, secondo tale concezione, è un ente composito ed estremamente sfaccettato. Tra le varie parti che compongono il nostro “io interiore” esiste anche quella che viene chiamata “runa di appartenenza”. Questa corrisponde alla nostra essenza più profonda ed è anche un potente talismano da portare addosso perché fornisce una protezione primaria a livello sottile. Questa è individuabile solo da chi effettivamente percorre i sentieri della tradizione con cuore sincero. Per scoprirla è necessario rivolgersi a runologi seri ed esperti che davvero possiedono conoscenze profonde in questo delicato campo.

    [Spero di aver soddisfatto almeno qualche curiosità. Se volete contattarmi, fatelo pure anche tramite la mia pagina Facebook, QUI.]

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