Le 12 lunazioni e la tredicesima Luna

19/02/2019by Redazione3

Sono passati dieci anni da quando la sottoscritta, Micaela Balìce, insieme a Maria Giusi Ricotti (grafico, pagana e owner del sito “Il Calderone magico”, scomparsa prematuramente lo scorso dicembre) abbiamo cominciato a confrontarci sulla qualità di un calendario lunare che fosse totalmente, o quasi, slegato da quello solare.

Condividevamo l’idea, arcaica e radicata nella nostra cultura tradizionale, che il satellite terrestre rappresenti l’aspetto energetico del femminileIl mese lunare di 29 giorni circa, infatti, corrisponde al mese mestruale femminile e da questa analogia le tradizioni popolari prima e gli studiosi a vario titolo poi si sono sbizzarriti in letture, teorie, ipotesi e conferme.

Nella nostra ricerca di un ritmo al femminile, quindi, gli almanacchi lunari disponibili in rete o in edicola non rispondevano alle nostre esigenze: da Barbanera in là trovavamo solo calendari solari (divisi per i dodici mesi che ben conosciamo) con all’interno le quattro fasi della Luna. Una visione definitivamente patriarcale, se per patriarcale si intende avere come unico punto di vista ed unità di misura/riferimento il sistema maschio-centrico.

Il Sole ha da sempre rappresentato nella nostra cultura tradizionale l’aspetto maschile: la forza, l’energia, il calore ed anche il potere di inseminare, di dare vita. Viceversa la Luna viene descritta spesso come candida, misteriosa, intuitiva, lunatica, gravida, romantica… come una fanciulla, o inquietante nella sua fase oscura, come una strega.

Benché sia dimostrato che i primi computi del tempo elaborati dalla razza umana sono stati lunari e benché in molte culture contemporanee il calendario lunare sia ancora di fondamentale importanza (pensiamo alla Cina o alle culture islamiche o a quella indiana per fare tre macro-esempi) il calendario solare è diventato, via via, il calcolo del tempo primario utilizzato in tutto il mondo.

La sua cadenza quasi perfetta (e dico quasi perché comunque ci tocca ogni tanto mettere un giorno in più nei bisestili) rappresenta la danza del nostro pianeta attorno alla sua stella, il Sole, e determina la divisione stagionale e quindi riferimento per il ciclo climatico che permetteva alle culture rurali di coltivare la terra e sopravvivere.

Eppure qualsiasi contadino sapeva e sa che non si possono fare i conti senza la Luna.

Il suo magnetismo che influenza i liquidi (le maree per esempio) ed il suo ciclo irregolare, se visti in sinergia con quello solare, determinano quei cambiamenti che non ci permettono di avere uno schema matematico puro: oggi la Luna c’è, domani non c’è più ed ogni anno le fasi lunari non avvengono allo stesso punto del calendario solare.

Ecco perché l’importanza di capire la Luna in quanto tale, slegata dalla sua relazione col Sole: non per privilegiarla, ma semplicemente per definirla per ciò che è, così come ci sarebbe piaciuto si facesse anche con le donne. Quindi sebbene le fasi lunari siano legate al Sole per quanto riguarda la visibilità o meno in Cielo, il punto dell’eclittica in cui queste fasi avvengono non è mai la stessa.

Da questo presupposto di base sono nati ragionamenti di vario tipo conditi con calcoli matematici e e-mail notturne (visto che una, io, viveva in Piemonte e l’altra, la cara Giusi, in Sardegna) che ci hanno portato a stilare un calendario piuttosto preciso sul ritmo lunare in quanto tale.

Il calendario della Luna: il lunario e la lunaticità

Come ben sapete la durata del mese per la Luna è in media di 29 giorni 12 ore 44 minuti e 2,9 secondi tanto che la tradizione popolare (non scientifica, ma direi comunque precisa) ha tramandato questo concetto col proverbio:

La luna sui trenta non può arrivare e sui ventinove non può stare.”

Ciò comporta che un anno lunare sia relativamente più corto di un anno solare, ovvero in media 354 giorni, 9 ore e 48 minuti.

Ciò comporta anche che se generalmente abbiamo 12 mesi lunari in un anno, quello scarto di quasi 11 giorni si va ad accumulare di anno in anno generando, ogni tot, un mese lunare in più: la Tredicesima Luna.

La danza tra Sole e Luna non è quindi perfetta: i cardini stagionali, fissi perché legati alle posizioni del Sole, troveranno fasi lunari differenti ogni anno in una apparente casualità ovvero lunaticità. La domanda che quindi ci siamo poste era se esistesse comunque una regola:

“Come definiamo i mesi lunari?”

“Quando arriva e qual è la Tredicesima Luna?”

“Dove la collochiamo?”

Intanto, come presupposto di base abbiamo concordato su una definizione per “mese lunare” o “lunazione” ed è quello calcolato da novilunio (Luna Nuova) a novilunio. Vi sono tradizioni antiche e recenti, che calcolano il mese partendo dalla visibilità della Luna e quindi considerano il plenilunio il punto di definizione del mese. Noi abbiamo preferito considerare l’inizio alla nascita della Luna stessa, ovvero dal novilunio in poi, per avere all’interno del mese tutte le fasi di crescita, espansione e morte così come le vediamo nel Cielo.

Pertanto abbiamo cominciato a segnarci ogni fase lunare lungo gli anni: data del novilunio e delle altre fasi e segno zodiacale corrispondente per transito, cercando una qualche continuità. I nostri valori Vergine si sono sbizzarriti a trovare l’ordine in un apparente caos. Finché, fortunatamente, abbiamo incrociato Metone di Atene.

Un aiuto insperato nel nominare le lunazioni

Metone è stato un astronomo e matematico greco vissuto nel V secolo avanti Cristo che è riuscito in quell’operazione matematica di allineamento del ciclo solare con quello lunare calcolando che i due si riallineano quasi completamente ogni 19 anni. Eureka! Avevamo trovato l’ordine.

Per quanto Luna e Sole danzino con movimenti diversi, la stessa danza (o quasi – gli scarti sono minimi) riprende appunto al diciannovesimo anno.

Con Metone al nostro fianco abbiamo esteso il calcolo di ogni fase lunare e corrispondente segno zodiacale lungo tutto il ciclo metonico: potete immaginare la mole di dati raccolti. Stavolta abbiamo preso il plenilunio (Luna Piena), ed in particolare il segno zodiacale di transito, come carta di identità del mese per poter identificare e dare un nome alla lunazione.

Abbiamo considerato il plenilunio di partenza quello pasquale, in Bilancia, che indica la lunazione chiamata della Lepre,il risveglio della Luna. E via via abbiamo identificato i mesi successivi sempre facendo riferimento al segno zodiacale in cui la Luna Piena si verificava.

Per i nomi delle lunazioni abbiamo fatto riferimento alle tradizioni neo-pagane, in quanto non vi era traccia nella tradizione contadina nostrana di nomi specifici, scegliendo tra la rosa di nomi quello che più ci pareva identificasse il “carattere” della lunazione.

La Tredicesima Luna 

Rimaneva il problema della tredicesima Luna.

Ma anche qui abbiamo fatto riferimento al nostro astronomo: Metone colloca la “lunazione in eccesso” ogni 3°, 6°, 8°, 11°, 14°, 17° e 19° anno. Abbiamo così osservato che esattamente a quelle scadenze avevamo tredici lune nuove nell’arco di un anno solare, il nostro tredicesimo mese, e che, gaudium magnum, potevamo collocarle facendo riferimento anche questa volta al segno zodiacale di transito del plenilunio: la Luna Piena avviene infatti per due mesi successivi nello stesso segno.

Se il primo mese è quello classico delle dodici lunazioni, il mese successivo diventa il tredicesimo mese, o Luna Senza Nome per omaggiare la carta XIII dei tarocchi e il suo carattere di scombussolatore, così come recita un proverbio piemontese:

“L’anada con la lun-na fausa bin da ràir a càussa”
(trad. “L’anno con la luna falsa raramente calza”).

Ovviamente quanto scritto sopra è una sintesi che richiederebbe specifiche ed approfondimenti e non è questa la sede per entrare nel merito tecnico del calcolo, ma il modello che emerse funzionava.

Funziona.

Ed è questo che ci ha permesso di avere uno sguardo sul ciclo lunare nella sua globalità e complessità, di trasformare la lunaticità presunta in un ordine che necessitava solo di una prospettiva più ampia… ed ogni riferimento al mondo femminile così come percepito nella nostra cultura non è casuale.

Ed ecco anche perché secondo noi non aveva senso identificare la lunazione in corso in base al mese solare di riferimento: non esiste la lunazione di marzo, non esiste la lunazione di aprile. Ed ecco anche perché per noi un calendario solare con le quattro fasi lunari segnate non è un lunario. Ed ecco anche perché per noi identificare il tredicesimo mese lunare con la cosiddetta Luna Blu è un errore matematico.

Per Luna Blu si intende il secondo plenilunio che avviene all’interno di un mese solare, ovvero quando abbiamo due Lune Piene in un mese. La seconda Luna Piena viene definita Luna Blu.

È un fenomeno che capita, anche piuttosto spesso, soprattutto quando il primo plenilunio avviene ad inizio mese solare. Questo conferisce al secondo plenilunio un alone magico ed un fascino ulteriore che nessuno mette in discussione. Ma non definisce un mese lunare in più nell’arco dell’anno solare.

Per quanto riguarda l’anno in corso, il 2019, calendari lunari alla mano, troverete che avremmo l’opportunità di godere della Luna Senza Nome in questa Primavera: se la lunazione della Lepre, che inizierà con il novilunio del 6 Marzo, manifesterà un plenilunio in Bilancia perfettamente allineato con l’equinozio del 21 marzo, il mese lunare successivo, che inizierà il 5 Aprile, ci darà nuovamente un plenilunio in Bilancia, indicandoci che questo è il tredicesimo mese.

E se andate a contare i noviluni lungo l’arco dell’anno ne troverete infatti tredici.

La lunazione in più così collocata ci donerà una primavera allungata, diluita, rendendoci più gentile l’uscita da questo inverno freddo e permettendoci di godere della mezza stagione più a lungo.

La prossima tredicesima Luna si presenterà nel 2021, in Estate.

Quello che fa la differenza

Collegarci ai ritmi lunari slegandoli per un attimo dal ritmo solare è come conquistare una nuova consapevolezza rispetto alle due diverse percezioni della vita, il femminile ed il maschile.

Consapevolezza che ci permette di dare a ciascuno il giusto peso ed il giusto rispetto: perché comunque abbiamo bisogno di entrambi e la loro danza rimane ciò che dona vita a questo strambo pianeta blu.


 

Micaela Balìce è pedagogista ad indirizzo sociologico.
Studiosa e libera ricercatrice di tradizioni e magie, antropologia, etnomedicina popolare e tradizioni dal mondo. Fiber artist e fashion designer.

Raggiungibile attraverso il suo sito:
https://micaelabalice.com/

3 comments

  • Rita Coladonato

    20/02/2019 at 14:01

    Grazie , per me è una spiegazione illuminante

    Reply

  • Miss Stern

    01/06/2019 at 12:29

    Grazie, vorrei chiedere se esistono testi di riferimento o anche siti web, sul calcolo della tredicesima lunazione. Intendo fonti attendibili… in generale, effettuando una ricerca sulle “13 lune” i risultati che vengono restituiti sono vaghi e creano confusione. Vorrei continuare a calcolare gli anni in cui effettivamente si avrà una luna in più.

    Grazie

    Reply

    • Admin Z

      01/06/2019 at 18:14

      Ciao Miss Stern,

      puoi dare un’occhiata al sito del Calderone Magico, se non l’hai ancora fatto, oppure http://www.strie.it
      Lì troverai i riferimento dell’autrice, Micaela Balice, e chiedere direttamente a lei. <3

      Ciao
      Irene

      Reply

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