Curiosità astrologicheLezioni di AstrologiaLa Luna isolata: la fame d’amore

“Un viandante nella notte, fuori città, cammina sul ciglio del reale, lungo l’abisso del cielo notturno.
Quando nell’alto compare la Luna egli vi riconosce la vecchia eterna viandante della vòlta rovesciata della notte.
Abbassa lo sguardo per non subirne l’incantesimo, e la incontra riflessa in uno stagno o in una pozzanghera. 

La Luna vuol dire qualcosa. 

Ne ha viste di storie quaggiù, e le racconta, ma senza parole.
E’ un mimo silenzioso, un Pierrot che coprendo e scoprendo la sua veste bianca
sul palcoscenico nero
propone i suoi racconti come giochi di luce.”.

(Giuseppe Sermonti, “Misteri lunari”)

Dopo aver trattato l’isolamento astrologico del Sole, cioè quando il Sole non forma nessun aspetto con gli altri pianeti del tema natale, è giunto il momento di analizzare a grandi linee cosa accade nel caso in cui ad essere privo di contatti sia l’altro luminare, la Luna.

[Per una descrizione generale della Luna nel tema natale ti rimando all’articolo che ho pubblicato QUI]

Quello che andrò a descrivere rappresenta un caso eccezionale, seppur non rarissimo, che fornirà all’astrologo elementi aggiuntivi nell’interpretazione della carta del Cielo e della Luna astrologica. E’ importante sapere, infatti, che questa caratteristica non è presente in tutte le carte: non tutti hanno nel proprio tema di nascita un pianeta isolato. Possedere o meno questa caratteristica non aggiunge o toglie nulla alla personalità in termini globali, ma arricchisce l’interpretazione dell’intero tema di una particolarità la cui manifestazione concreta nella personalità dipenderà anche da altri elementi del tema. E soprattutto va tenuto considerato che ogni tema natale è una storia a sé e necessita di approfondimenti e studio personalizzati che possono essere fatti solo da un professionista o, nel caso dell’autoanalisi dello studente di astrologia, attraverso un lungo processo di riflessione e cercando di essere morbidi con se stessi.

La Luna in astrologia: la psiche e l’anima

Destinataria di poesie e confidente nell’oscurità, fin dalla notte dei tempi la Luna è sempre stata carica di mistero e legata a ciò che è ciclico e ridondante: mai uguale a se stessa e mai nella stessa posizione rispetto alla notte precedente, essa è legata a qualsiasi processo di trasformazione, ad ogni rito di passaggio e al mutamento.

Mentre il Sole, come abbiamo visto, rappresenta il principio di individuazione e la spinta all’autonomia, la Luna registra il principio di fusione e, grazie alla sua luce nel momento ritenuto più pericoloso della giornata (la notte), è sempre stata collegata alla protezione.

Come ben descrive la scrittrice Mary Webb:

“Per coloro che non hanno una casa, la notte è una vera bestia selvaggia”,

e la Luna deve quindi davvero essere sembrata una protezione, anche magica, agli uomini e alle donne del passato che dovevano sopravvivere ai pericoli nascosti nel buio.

La Luna, riflettendo la luce del Sole, rappresenta il principio ricettivo per eccellenza ed è il contenitore simbolico delle emozioni e delle sensazioni che prendono vita attraverso il corpo. Si fa carico di dare forma alle percezioni e renderle accessibili attraverso il mondo delle emozioni e dell’intelligenza emotiva. Ed è proprio a causa di questa sua natura di “legante” che è, assieme a Mercurio, il pianeta che soffre maggiormente l’isolamento.

Astronomicamente è facile percepirlo: avendo una funzione di mediazione tra il Sole e la Terra, essa è stata collegata anche ai concetti di messaggera e di Anima.

Scrive Marie-Louise von Franz, allieva di Carl Gustav Jung, nel suo testo “Psicologia e Alchimia”, che:

“L’anima è funzione di relazione in quanto in un certo modo contempla in sé sia la componente attiva che quella ricettiva. Un simbolo eminente dell’Anima nell’alchimia è la Luna, e non a caso l’albedo era anche un opus ad Lunam. L’anima, dice Plutarco, è resa <gravida ad opera del sole>, e ciò mostra che <la luna possiede una luce doppia – femminile all’esterno, ma maschile all’interno – che è celata in lei come un fuoco. La luna è propriamente la madre del sole, il che significa – in quanto psicologema – che l’inconscio è gravido di coscienza e che esso la genera […]. Dall’oscurità dell’inconscio scaturisce la luce dell’illuminazione, dell’albedo. Gli opposti sono contenuti in lei in potentia; ed è di qui che deriva la sua natura ermafrodita, che ne spiega la capacità di riproduzione spontanea ed autoctona> [citazione di C.G. Jung]. Dovremmo dire che più che un ortus solis, lo stato argenteo è un ortus lunae: come l’anima è estratta dal nero abisso dell’inconscio così la luna sorge ed illumina la notte, ma essa brilla pur sempre di una luce fredda e riflessa.” 

Astrologicamente è soprattutto la Luna che viene analizzata per capire come una persona sente e vive il mondo ed è proprio dal primo momento in cui sentiamo di esistere, all’interno del grembo dell’Universo che prende forma attraverso nostra madre anche se non riusciamo ad accedere al ricordo, che inizieremo a dare una forma all’esperienza attraverso le sensazioni e le emozioni. Solo in un secondo momento, molti mesi dopo, queste sensazioni diventeranno un pensiero e quindi una struttura coerente.

Come ho scritto anche altrove, ritengo che “il nostro primo impatto con la vita sia, senza ombra di dubbio, di unione con l’oscurità nell’Utero in una notte che rappresenta il Tutto. Ed è in questa Notte che siamo immersi, in balia delle emozioni di nostra madre che rappresenta per noi il primo contatto con la Materia. In questa oscurità possiamo ben dire di essere in attesa, in un momento sospeso che precede la nascita: qualsiasi fluttuazione, dalla gioia della pienezza alla paura del vuoto, rappresenta il nostro mondo.”.

La Luna è quindi simbolo di tutti gli elementi che ci aiuteranno a dare forma al mondo e rappresenta la prima relazione attraverso cui guardare e sentire noi stessi attraverso il materno. E la madre è il primo modello di riferimento per apprendere come reagire alle emozioni e al mondo esterno: sarà la Luna astrologica, rappresentativa di questa funzione di contenimento, a dare lo schema comportamentale di base che si cristallizzerà attraverso memorie per la maggior parte inconsce. 

Gli aspetti astrologici, il segno della Luna e la casa occupata ci diranno in che modo tutto ciò prenderà forma nella vita della persona.

Come si comporta la Luna isolata

Con la Luna isolata accade un paradosso: mancando i punti di riferimento ed essendo interrotta la comunicazione, sia a livello verbale che non verbale, è come se non ci fosse modo di “allenare” la propria educazione sentimentale. A causa di una sotterranea insicurezza, il mondo emotivo resterà per la maggior parte occulto, non espresso, se non attraverso o un linguaggio “lunare” e quindi evocativo, come quello della poesia o della fiaba o anche della mitologia, oppure asettico ed impersonale.

Quando la Luna è isolata nel tema probabilmente sono stati i bisogni e le esigenze infantili a non trovare adeguata risposta dalla persona che si è presa cura di noi e lo schema comportamentale di base non sarà percepito come sufficiente per muoversi nel mondo.

Non è necessario che accada chissà quale trauma o disconnessione tra bambino e figura materna: è sufficiente che per qualche motivo la madre non sia stata in grado di rispondere in maniera adeguata alle richieste del figlio o della figlia e non sia stata in grado, in questo modo, di alleviare l’angoscia (il contenimento emotivo).

La figura principale di contenimento e nutrimento dopo la nascita (madre o chi ne esercitava la funzione) potrebbe anche aver dato messaggi discordanti sul suo ruolo, disconfermando in questo modo in maniera indiretta anche il ruolo del richiedente cura e protezione, magari anche attraverso il rifiuto (conscio o inconscio) di fornire calore e nutrimento.

Una volta adulti si sentirà di non avere abbastanza chiavi di lettura per valutare emozioni e situazioni e si avvertirà quindi una mancanza di rifugi e protezione. Non essendosi stabilito uno stabile contatto tra il mondo conscio e quello inconscio, che doveva essere favorito e contenuto dalla madre, il richiamo che si avvertirà sarà da una parte quello dell’esplorazione di ciò che non è manifesto, indagando in profondità il proprio mondo interiore. Ma dall’altra permarrà una nostalgia profonda dello stato di “maternage” e per le simbiosi in generale: la persona tenderà inconsciamente ad aderire acriticamente a qualsiasi persona o situazione che gli dia una sensazione di sicurezza e protezione. Ma questa “madre” putativa non è detto che sia per forza ricercata nella relazione con altre persone: potrebbe essere scelta anche in istituzioni o associazioni in cui far confluire la propria vocazione esistenziale.

Trattandosi di un isolamento planetario, sarà presente una esagerazione negli atteggiamenti e nei comportamenti al fine di riuscire a sentire l’archetipo lunare. L’incertezza creata da questo vuoto di cura sarà legata soprattutto funzione di care-giving, ovvero del fornire cura e protezione.

Anche per la Luna, come per qualsiasi altro pianeta isolato, sarà importante il momento dell’incontro con l’Altro e saranno fondamentali le relazioni, anche se ci potrebbe essere l’iniziale tendenza ad oscillare tra dipendenza ed anti-dipendenza, tra desiderio di fusione e rifiuto della relazione per affermare la propria autonomia, e una incertezza tra la ricerca di una famiglia (o gruppo) e l’affrancamento da qualsiasi modello troppo simbiotico.

Chiaramente questa Luna così particolare sarà allo stesso momento anche una potenzialità nello sviluppo di una abilità, che è quella di sentire a livello profondo i bisogni delle altre persone e di creare delle relazioni sulla base di sentimenti forti. Ma si dovrà anche essere molto attenti a non lasciarsi cannibalizzare dalle richieste degli altri, nel tentativo di fornire eternamente il nutrimento che non si è mai ricevuto.

Ciò che guiderà la ricerca sarà una nostalgia di fondo, come dicevo, legata al mondo delle emozioni: siamo nell’ambito delle “coccole perdute” che si farà fatica a chiedere o, paradossalmente, di cui non si sarà mai sazi. Tutto ha origine dalla ferita di cui parlano in maniera esaustiva anche Peter Schellenbaum nel suo libro La ferita dei non amatie Marion Woodman nel suo “Puoi volare, farfalla.”. Tra tutte le ferite, quella legata alla propria identità in questi primi stadi è sicuramente profonda, ma questo non deve far temere nemmeno per un momento che non sia possibile trovare un senso e una soluzione.

La Luna: il fondamento delle relazioni

Siccome la prima relazione fondamentale che tutti creiamo è quella con nostra madre, l’isolamento della Luna nel tema di nascita potrebbe portare anche alla ricerca del rapporto perfetto e soddisfacente con il “femminile” (sia in temi maschili che femminili), cioè con la parte più morbida e ricettiva della personalità, anche attraverso delle compensazioni:

  • cercando di diventare quel materno e care-giver che vive nel mondo dell’ideale, magari prendendosi cura di casi disperati, di bambini altrui e al contempo ignorando i propri bisogni;
  • rendendo la ricerca sulle emozioni, proprie e altrui, una missione di vita.
  • Gli uomini con la Luna isolata incarnano spesso qualità femminili che li rende attraenti e la scelta della professione sarà spesso frutto di una spinta fortemente sentita.

Il mondo dell’inconscio, per chi possiede questa Luna così potente, sarà percepito come prorompente e si sentirà l’esigenza di trovare qualcuno che, come Virgilio, fornisca una guida in questa selva oscura. Trattandosi di una incertezza a livello delle emozioni potrà esserci anche il tentativo di difendersi staccandosi totalmente da questo mondo, vivendo una vita senza particolari coinvolgimenti e quindi senza necessità di espressione e dialogo profondo.

Una Luna senza aspetti famosa

L’ esempio più tristemente famoso è quello di Sylvia Plath, nata a Boston (Massachussets) il 27/10/1932 alle ore 14:10. Sylvia aveva una Luna isolata in Bilancia in VII casa che, oltre ad essere isolata, era anche l’unico pianeta nell’elemento Aria ed era quindi singleton.

 

 

Si sposa con Ted Hughes nel 1956.

Il colpo di fulmine per Sylvia deve essere stato  sfolgorante, con una sensazione di riconoscimento reciproco, perché Hughes aveva Venere congiunta alla Luna della Plath. Hanno due figli e durante il matrimonio la Plath sperimenta profonde depressioni e inizia a scrivere in maniera ossessiva. I temi dei suoi scritti sono principalmente la gelosia, le altre donne, il rapporto con il padre e il matrimonio. Ciò che a noi è arrivato di questa esperienza matrimoniale parla attraverso le poesie di Sylvia Plath, morta suicida all’età di 30 anni.

Particolarmente suggestiva è la poesia “La Luna e il Tasso”  (nel link la traduzione di una delle poesie più belle ad opera di Anna Ravano) in cui l’isolamento di questo simbolo è evidente e forte. Sapendo come agisce la Luna isolata nel tema, farà ora una certa impressione leggere che:

La luna non è una porta. È una vera faccia,
bianca come una nocca e stravolta.
Si trascina dietro il mare come un delitto oscuro, è silenziosa,
la bocca fissa nell’O della disperazione. Io vivo qui.

2 comments

  • Anna

    25/05/2019 at 16:43

    Mia madre ha sempre detto di avermi voluta e desiderata eppure ho una luna isolata in prima casa in capricorno che non fa aspetti con nessun altro pianeta

    Reply

    • Admin Z

      01/06/2019 at 18:12

      Cara Anna, e come la vivi? Comunque tieni presente che solo il segno della Luna e l’assenza di aspetti non è sufficiente per sbilanciarsi in una interpretazione del suo peso all’interno del tema. Come qualsiasi altro elemento, va sempre valutata tenendo conto dell’intera struttura del tema. Un saluto, Irene

      Reply

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