Lezioni di AstrologiaIntroduzione ai segni intercettati: la stanza segreta

Sono molti gli elementi che, all’occhio attento dell’astrologo e dell’astrologa, forniscono degli importanti indizi di interpretazione e riuscire a coglierli nel loro insieme, mettendo assieme i vari ingredienti in modo da comprendere quali sono la logica e la coerenza interna, fa parte della bravura e della preparazione del professionista.

Come dico spesso anche in sede di consulto, analizzare nel dettaglio un tema natale comporta delle analisi approfondite e molto dipende da cosa si va cercando oltre che dal sistema adottato.

Che il sistema sia quello dell’astrologia archetipica-psicologica-umanista, il sistema indiano, l’approccio classico o quello moderno poco importa per l’Eroe e l’Eroina che inizia il suo Viaggio e si appresta a conoscere qualcosa di sé dato che ognuno troverà qualcosa in base a ciò che cerca. In questo senso molte diatribe e divisioni per decretare quale sia il sistema migliore per me non hanno alcun senso.

Dane Rudhyar era solito dire che il tema natale rappresenta un vero e proprio Yantra personale sul quale è possibile meditare in maniera sempre nuova per tutta la durata della vita, cogliendo sempre qualche elemento in più di sé. L’interpretazione del proprio tema di nascita, svelato nel corso di un consulto, rappresenta un punto di inizio per un lavoro personale di meditazione sui simboli e sulle Immagini archetipiche contenute nel tema.

E tutto nel tema può rappresentare motivo di riflessione, anche elementi che io ho soprannominato “anomali” perché si presentano all’osservazione proprio per una particolarità: i pianeti isolati, quelli fuori dai confini, quelli orfani, le case duplicate, i segni intercettati sono solo alcuni degli elementi aggiuntivi che è possibile prendere in considerazione nell’analisi e che ci daranno indicazioni ulteriori rispetto a quella narrata da tutto il tema.

In un articolo precedente ho già avuto modo di discutere una di queste anomalie, ovvero il pianeta isolato, che rappresenta una caratteristica insolita rispetto alla logica che regge l’intero tema natale. E’ un elemento che, staccandosi e comportandosi in maniera diversa rispetto agli altri pianeti, avrà un comportamento insolito e per certi versi bizzarro.

Nel presente articolo ho invece il piacere di presentarvi uno studio sui segni intercettati elaborato per un incontro al C.I.D.A. (Centro Italiano Discipline Astrologiche) di Milano l’8 Maggio 2016.

Come per tutti gli elementi bizzarri e “silenziosi” del tema, anche i segni intercettati ci parlano di una sorta di disconnessione. Questa disconnessione non è però indicativa di un destino sfavorevole rispetto ad un altro: indica semplicemente un settore “occulto” da scoprire ed esplorare e che il resto del tema ci indicherà in che modo potrà essere illuminato. 

L’intercettazione non è un fenomeno raro da riscontrare alle nostre latitudini, mentre è rara per nascite vicine all’equatore.

Le case astrologiche

“… le case non esistono come realtà astronomica, la loro applicazione è simbolica”. (Deborah Houlding)

Prima di addentrarci nella particolarità dei segni intercettati, credo sia necessario fare luce su alcuni termini e concetti.

L’astrologo per svolgere il suo lavoro ha bisogno di creare una griglia, una struttura di riferimento, che faccia corrispondere ciò che osserva in Cielo con quello che accade sulla Terra allo scopo di dare collocazione alle sue osservazioni e in seguito una interpretazione

Quello che il neofita impara molto presto è che i veri propulsori del tema natale sono i pianeti, i corpi celesti che si muovono e “creano” delle condizioni. Essi sono la forza che mette in moto l’intera carta e descrivono atteggiamenti e azioni che si attueranno nel corso della vita sviluppando in questo modo la personalità e le sue potenzialità. Tutto ciò serve a delimitare la prima parte di questa struttura attraverso anche la collocazione dei luminari (Sole e Luna) e dei pianeti sull’eclittica, ovvero nella cintura che è formata in Cielo dal percorso annuale del Sole. L’eclittica sarà questa prima struttura con cui guardare il Cielo e i segni Zodiacali in base ad una sua suddivisione in 12 parti di 30 gradi ciascuna. Dal punto di vista della Terra, ogni pianeta in transito sarà visibile in un punto dell’eclittica e quindi in un certo segno zodiacale in un certo periodo.

La seconda parte della struttura di riferimento è data dalla collocazione temporale dato che qualsiasi osservazione viene fatta sulla Terra in un certo tempo e in un certo spazio ed emerge dall’osservazione della struttura temporale, ovvero la descrizione del tempo che i corpi celesti impiegano a sorgere, a culminare allo Zenith e a tramontare.

Dettaglio importante di questa temporalità, che ci riguarda da vicino e che un’esperienza terrestre, è la rotazione giornaliera della Terra attorno al suo asse. A seconda del sistema di calcolo adottato abbiamo quella che viene definita “domificazione”, ovvero la suddivisione della carta natale in 12 spicchi/settori denominati “case astrologiche” che sono l’unico elemento terrestre dell’astrologia: questo significa che mentre l’osservazione del Cielo riguarda quello che si trova appunto nello spazio, le Case parlano di un’esperienza calata nel tempo e nello spazio dell’osservatore. Esistono diversi sistemi di domificazione e tutti hanno valore a seconda di cosa si andrà a guardare.

La scelta del sistema, come è ovvio, influenzerà l’interpretazione e, nel nostro caso, la formazione dell’intercettazione.

Le Case, calcolate per questa trattazione secondo il sistema Placido, hanno a che fare con il luogo e con il momento della nascita di quel particolare ente o evento: simbolicamente rappresentano dei specifici campi di attività. Possono essere considerate degli step della vita, delle aree di esperienza, i campi in cui operano i pianeti in relazione tra loro e in cui l’identità si manifesta attraverso qualche attività (carriera, abilità comunicative, relazioni, amicizie, figli…).

Un accenno alla domificazione

Come accennato, per domificazione si intende la suddivisione della sfera locale (terrestre) in 12 case.

Il termine “domus”, che significa “casa” può essere letto simbolicamente come quella Casa/Tempio in cui i pianeti si trovano ospiti. Ma mentre i Segni sono la suddivisione regolare dell’eclittica e sono tutti di 30 gradi, le Case sono la suddivisione in 12 spicchi di diversa ampiezza e quest’ultima dipende, come anticipato, dal sistema adottato per suddividere lo spazio locale. Il sistema Placido, quello più utilizzato e a cui siamo abituati in Italia, è un sistema temporale che tiene conto della rotazione della Terra su se stessa al fine di determinare la suddivisione dei quadranti tenendo conto anche del luogo di nascita.

Le case, quindi, così collegate all’esperienza terrestre sono delle dimensioni di percezione ed esperienza tutte umane.

Sbrigativamente si tende ad associare la casa astrologica al segno zodiacale facendoli corrispondere: questo è un errore che fanno soprattutto i neofiti dell’astrologia dato che la co-significanza viene erroneamente interpretata come “equivalenza”.

Renzo Baldini scrive che segni e case sono strettamente imparentati tra loro dato che entrambi sono determinati da due movimenti della Terra:

  • il moto di rivoluzione intorno al Sole (un anno) che, come spiegato in precedenza, dà vita ai Segni;
  • la rotazione della Terra su stessa (un giorno) dà vita alle Case.

Ad esempio la prima Casa, il cui governatore naturale è Marte, è spesso indicata come “simile” all’Ariete che vede in Marte il suo pianeta governatore. Ma la similitudine è data dalla comunanza di alcune caratteristiche tra prima Casa e Ariete dato che Marte è coinvolto in entrambe, ma il fatto che ci sia una similitudine non significa di certo che sono la stessa cosa. Una prima Casa che si apre in Bilancia (ovvero il cui ascendente è Bilancia) non potrà mai essere uguale ad una prima Casa in Ariete.

Questa riflessione è utile per introdurre un altro concetto che è quello di pianeta dispositore, ovvero il pianeta che governa il segno in cui cade la cuspide.
Nell’esempio precedente di una prima Casa che si apre in Bilancia avremo come dispositore della cuspide il pianeta Venere che ha delle caratteristiche ben diverse dal focoso Ariete!

E’ molto importante localizzare la cuspide della casa perché indicherà quale sarà l’approccio iniziale a quelle attività e ci indirizzerà a guardare lo stato di forza del pianeta dispositore. Bisogna tener presente che l’archetipo astrologico veicolato dai segni è qualcosa che non si può sperimentare direttamente perché assoluto e impersonale ed abbiamo quindi bisogno di guardare lo stato di salute e di forza del pianeta.

Le case saranno quindi i luoghi dell’esperienza in cui potranno essere contenute le immagini simboliche legate agli archetipi planetari attraverso diverse ed infinite tonalità delle esperienze.

L’intercettazione delle coppie di segni

La suddivisione in case è nata con l’esigenza della pratica oroscopica. La parola Oroscopo, contrariamente all’uso che viene fatto oggigiorno, è una parola che deriva dal greco ροσκόπος e descrive semplicemente la pratica di “osservazione dell’ora” del sorgere di qualcosa, quindi indica propriamente il segno ascendente, il segno che stava sorgendo all’orizzonte in un determinato momento e in un certo luogo.

Per una trattazione esaustiva delle case astrologiche rimando all’articolo della collega ed amica Nunzy Conti.

Un segno si dice intercettato quando tutta l’ampiezza del segno (30 gradi) è interamente contenuta in una casa e nessuna cuspide taglia il segno in nessun punto. Questo significa che il segno è come se fosse intrappolato, una stanza chiusa a chiave nella Casa, la cui chiave è rappresentata dal pianeta che governa il segno intercettato.

In questo grafico i segni di Vergine-Pesci sono intercettati all’interno dell’asse nodale 6-12.

 

Non è possibile che in una carta ci sia solo un segno intercettato, ma in presenza di una intercettazione questa riguarderà sempre due segni opposti, ovvero le due polarità dell’intercettazione (ad esempio Vergine-Pesci). I segni intercettati vanno di pari passo con il concetto di Casa intercettata: infatti quando in un tema abbiamo una coppia di segni intercettati avremo da qualche parte anche delle cuspidi duplicate, cioè un segno sarà ospite di due cuspidi di Casa e il segno conterrà completamente quella casa, la casa intercettata (o duplicata). Nel grafico precedente le case intercettate saranno la seconda e l’ottava.

Cuspidi delle Case come porta

La cuspide di ogni Casa rappresenta una sorta di soglia attraverso cui accedere ad un settore di esperienza. Il segno sulla porta della Casa ci parla anche dei bisogni personali che porteranno la persona a muoversi per trovare soddisfazione: per aprire quella porta andremo a vedere il pianeta governatore del segno (dispositore) che ci dirà in che modo questo obiettivo potrà essere realizzato. Nel caso dell’intercettazione verrà avvertito come prioritario il bisogno collegato al segno della cuspide, mentre resterà silente quello del segno intercettato e inutilizzato il pianeta governatore.

Ad esempio nel grafico precedente se analizziamo la sesta Casa vediamo che essa contiene un segno intercettato: la Vergine. La cuspide della sesta, in Leone, rimanda al pianeta Sole come chiave di accesso a quel settore di esperienza, mentre Mercurio, il governatore della Vergine, risulterà silente per le esperienze di quella casa (ma non della Quarta che potrà fornire degli indizi per comprendere quella intercettazione).

Le Case, poste sempre su un asse, che contengono i segni intercettati avranno al loro interno una polarità silenziosa, una spinta a realizzare qualcosa in maniera inconscia e alcune volte quasi obbligata.

L’immagine che preferisco usare quando parlo di intercettazione è la seguente: il segno intercettato è una stanza chiusa a chiave all’interno di un’altra stanza, ma per scoprire che essa è chiusa a chiave, scrive la Wickenburg, è necessario entrare nella prima stanza utilizzando come chiave il pianeta dispositore della cuspide: per rendersi conto che c’è qualcosa di non esperito sarà necessario entrare nel vivo dell’esperienza rappresentata dalla casa per rendersi conto che dentro c’è qualcosa di sconosciuto e rinchiuso. 

In questo particolare esempio mi viene in mente che più che una stanza potrebbe trattarsi di un armadio chiuso a chiave all’interno di una stanza e che una volta aperto, proprio come nel romanzo delle Cronache di Narnia, rimanda ad un mondo meraviglioso e occulto.

 

Sebbene di ogni Casa sia possibile parlare a lungo, soffermandosi anche su stagioni della vita e, per alcune, anche sulle fasi di vita intra-uterina, è possibile tracciare un riassunto dei significati più immediati che saranno utili poi per comprendere la natura dell’intercettazione e che affronterò in un prossimo articolo:

  • Prima Casa (Ascendente): indica come siamo percepiti dagli altri e come ci sentiamo di fronte agli altri. E’ la maschera sociale e, allo stesso tempo, la finestra da cui guardiamo il mondo;
  • Seconda Casa: riguarda le risorse per la sopravvivenza e i valori fondanti su cui basare la propria sicurezza (dal punto di vista materiale, psicologico e spirituale);
  • Terza Casa: siamo nella fase dello sviluppo del pensiero e del movimento e quindi questo è il settore collegato alla comunicazione e movimento per acquisire informazioni;
  • Quarta Casa: è il mondo emotivo e la base delle sicurezze anche sulla base di segreti e di quello che si nasconde agli altri e che fornirà le fondamenta della personalità;
  • Quinta Casa: impulso alla creatività che si esprime attraverso attività di creazione, intrattenimento, romanticismo. E’ il settore dell’infanzia, anche interiore, che permette il contatto con la parte più innocente dentro ognuno di noi;
  • Sesta Casa: è l’attività quotidiana, anche lavorativa, e quindi al servizio di qualcosa. E’ legata alla routine e serve per apprendere il metodo e la responsabilità.
  • Settima Casa: settore della relazione intesa come rapporto esclusivo a due, di natura sia romantica che sociale. Riguardando il concetto di “alterità” sono compresi anche i conflitti e gli antagonismi.
  • Ottava Casa: le parole chiave qui sono trasformazione, morte e rinascita attraverso il lavoro su di sé. Questa è una delle case acquatiche e notturne, secondo la definizione di Giuliana Pandolfi, e che permette esperienze di profonda intimità con gli altri, sia per comunanza di gioie che di dolori.
  • Nona Casa: riguarda la ricerca attiva di risposte al di fuori della propria zona di confort;
  • Decima Casa: è il settore di realizzazione della propria chiamata ed indica il movimento verso la piena autonomia affettiva;
  • Undicesima Casa: temi quali fratellanza, amicizia al di fuori di personali interessi, amore per l’altro nella forma più pura, cioè senza aspettativa e brama sono propri di questo settore, come anche i progetti basati su alti ideali. Scopi sociali ed umanitari.
  • Dodicesima Casa: unificazione dell’intera esperienza di vita dando uno sguardo al passato e sviluppando una personale risposta spirituale. E’ chiamata “Casa delle prove” perché essa indica i completamenti delle opere e per estensione anche il completamento del ciclo vitale.

Nel prossimo articolo affronterò in maniera più pratica il significato di ogni coppia polare intercettata e di cosa significa la loro presenza all’interno delle varie Case astrologiche.


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