Eventi astraliIl segno della Bilancia: l’arte dell’equilibrio

Il segno della Bilancia, che scandisce l’inizio dell’Autunno nel momento dell’Equinozio, coincide con il momento in cui il Sole si trova a metà strada nel suo percorso annuale iniziato nel segno dell’Ariete.

La parola chiave per i nativi di questo segno è “IO mi relaziono” ed infatti la vita sociale è per loro fondamentale.

E’ il segno governato da Venere (Venere ha infatti qui il suo domicilio), di esaltazione di Saturno (soprattutto nel grado 20°), esilio di Marte e caduta del Sole (soprattutto nel grado 19°).

Segno d’Aria Cardinale, rappresenta l’emersione del primo movimento mentale attraverso il pensiero “relativo” (“in relazione a…”) ed è strettamente connesso al concetto di “equilibrio”: trattandosi di uno dei due segni governati da Venere, qui equilibrio e armonia significano bellezza, rettitudine e esercizio dell’arte attraverso il raffinamento del pensiero. La Venere che governa la Bilancia non è la Venere sensuale, fisica, terrena associata al Toro: qui essa è più simile ad Atena che mitologicamente ha proprio la funzione di proteggere gli eroi e i guerrieri coraggiosi.

Come tutti i segni cardinali, anche la Bilancia possiede delle idee molto forti, anche se tenderà ad esprimerle curando i modi e cercando di usare le parole più diplomatiche, lievi, il tutto senza scomporsi più di tanto.

Uno dei temi portanti è l’integrazione degli opposti, massimo esempio di equilibrio, ed in particolare in tutti quei contesti in cui le relazioni personali (sentimentali o meno) sono in primo piano.
Il pregiudizio collettivo vede spesso le persone appartenenti a questo segno come fredde e distaccate e questo è dovuto in parte alla natura del suo elemento, l’Aria, che porta i nativi ad essere interessati a tutto ciò che si eleva da terra e che può condurre la consapevolezza verso uno scalino superiore. L’Aria, infatti, predispone alla condivisione e alla relazione perché il bisogno sotteso è quello dello scambio e della comunicazione.

Saturno, il pianeta della regola e della legge, è esaltato nel segno e questo significa che il Grande Vecchio qui funziona molto bene nel suo ruolo di “regolatore”. La funzione della Bilancia, come indicato dal simbolo dei piatti in equilibrio, è quella di mantenere in equilibrio il sistema.

Per chi nasce sotto il segno della Bilancia è molto importante “la forma”, il modo in cui le cose “vengono presentate” e questo vale anche per le persone: ci si può affidare al gusto e allo stile dei Bilancia quando si tratta di arredamento di interni, di moda e di estetica dal momento che essi, più di tutti gli altri segni, hanno un gusto sofisticato basato sulla ricerca inconscia dell’armonia.

E in quanto segno a “metà strada” rappresenta, in chiave simbolica, tutto ciò che si trova “nel mezzo”, a cavallo tra un sopra e un sotto, tra io e tu. E ponendosi nel punto in mezzo, la visuale di quello che accade tra due poli è privilegiata: non c’è miglior mediatore dei Bilancia nel dirimere anche questioni delicate dato che essi hanno molto spesso la capacità di non “sbilanciarsi” mai, sebbene alcune volte questo significhi non prendere posizione. Una delle cose che i nativi del segno devono imparare a fare è infatti l’arte di mescolare i propri bisogni ed obiettivi con quelli degli altri senza che l’uno prevalga a discapito dell’altro.

Ecco: diciamo che il problema di “Cosa pensa l’altro?” può cominciare a farsi strada in questo punto del percorso zodiacale. Non che i segni che hanno preceduto la Bilancia siano refrattari a questi pensieri, ma nella Bilancia questo pensiero diventa quasi una sorta di bussola, di guida nella ricerca del “comportamento perfetto” (lo stile, il bon-ton).

Il percorso simbolico fin qui condotto è stato un viaggio di scoperta di sé in completa solitudine, iniziato in Ariete nella follia del tarocco del Matto che comincia il suo cammino per scoprire “chi è”.

Ora il viaggiatore inizia a chiedersi:

“E tu, chi sei?”

Conosciamo meglio questo segno attraverso l’approfondimento di Paolo del Casale che ci regala delle riflessioni collegate a questo Archetipo.

Buona lettura!

Il segno dell’equilibrio

Nel mezzo del cammin… eccoci giunti al segno della Bilancia, momento dell’Equinozio d’Autunno. Ci troviamo al giro di boa, sul confine con il lato opposto del ciclo solare inaugurato in Ariete e che avrà termine in Pesci.

Con la Bilancia ha inizio la fase Yin dell’anno e la temperatura inizia a raffreddarsi gradualmente mentre le giornate si accorciano: la silenziosa oscurità, per il nostro emisfero boreale, inizia a prendere il sopravvento sulla luce. Ora è possibile seminare per l’anno a venire, formulare un giusto bilancio delle risorse accumulate durante i mesi precedenti, progettare piani per la loro suddivisione nel tempo e gli scambi commerciali utili ad assicurarci quei beni che non siamo stati in grado di produrre da soli.

Le caratteristiche tradizionalmente associate al segno sono utili a comprendere le ragioni profonde della sua essenza: socievolezza, senso estetico, solidarietà, simpatia, equità, giustizia e devozione.

Il suo glifo ♎ha origini incerte, ma si è concordi nel ritenere che possa essere una commistione tra i due segni confinanti, la Vergine da una parte e lo Scorpione dall’altra.

Fateci caso: esso sembra riprodurre anche l’immagine di un sole al tramonto: dal punto di vista delle fasi dell’esistenza, il suo porsi nel mezzo ci comunica che la coscienza è ora adulta, responsabile di se stessa (parola cara a Saturno che ha qui la sua esaltazione) e in grado di fare esperienza dell’altro, della collettività e della natura. Alle spalle lasciamo un percorso già battuto, il nostro bagaglio culturale e la nostra individualità, mentre di fronte a noi si staglia una strada ancora ignota e per questo spaventosa ma nello stesso tempo attraente.

Cultura e natura

Il termine “cultura” deriva dal verbo latino coltivare ed è quindi il frutto di un lavoro consapevole e diligente dell’essere umano; “natura” invece deriva da nascere che può dirsi piuttosto l’atto meno cosciente in assoluto. Dunque, da un lato c’è l’ordine, che è frutto della cultura e che dona stabilità, dall’altro c’è il caos naturale, incosciente e indifferenziato.

Ordine e Caos sono due luoghi reali, proiezione degli emisferi cerebrali: il destro – Caos – si evolve per affrontare cose che non si conoscono, mentre il sinistro – Ordine – si occupa delle conoscenze che sono state già immagazzinate. Questi sono i piatti della bilancia ed il passaggio nel segno della Bilancia ne costituisce il fulcro.

Facciamo un passo indietro: in Ariete abbiamo compreso come uscire dal Caos per creare Ordine, in Bilancia invece realizziamo che l’Ordine può essere pericoloso quanto il Caos e quindi necessita di continuo rinnovamento. 

Ed ecco uno dei significati più profondi del segno: è necessario affrontare l’ignoto per giungere da esso nuovo ordine, c’è bisogno perciò di porsi nel centro esatto tra i due ed è l’emersione del Significato a comunicarci quando saremo in equilibrio poiché lo spazio e il tempo si allineano in un puro lampo di lucidità, nella Coincidentia oppositorum.
L’emersione del significato non è un processo pienamente consapevole, ma è piuttosto simile a un giudizio estetico dettato da un istinto profondo.

Per molti versi equivale al Logos cristiano, o meglio ne è la manifestazione, e appare come una rivelazione. È ciò che definiamo “presa di coscienza”: d’improvviso riconosciamo istintivamente un pensiero che si annuncia come meritevole sopra ogni altro: questo è il Significato, la cosiddetta morale della favola. Gli antichi greci lo chiamavano Kairos ed è lo scopo della profonda contemplazione sia religiosa che filosofica: imparare come trovarsi nel posto giusto al momento giusto in ogni occasione.

Lo sappiamo bene: la vita è sofferenza, ma l’attribuzione di un senso, di un significato può essere l’antidoto per il veleno che produce; è qualcosa di reale, più del dolore e del male, e forse più forte del Caos, proprio come un seme può resistere alle sferzate del gelido inverno, anzi ne viene spesso rafforzato.

Venere dagli occhi belli 

È Venere, che ha il suo domicilio diurno in Bilancia, a caratterizzare la natura estetica ed emozionale del segno, quasi in contrasto con l’elemento che gli è proprio – l’Aria – che per attitudine è razionale e analitico. Il pianeta dell’amore e della bellezza trova qui rappresentazione nell’immagine della virago, mentre in Vergine abbiamo incontrato l’aspetto femminile di Mercurio. Questo ci ricorda che è l’equilibrio tra mascolino e femminino – individualità e collettività – a costituire la chiave di volta per la ricostruzione dell’essere totale ed il ritorno alla sorgente del Sé.

Così scrive Aleister Crowley nel suo Liber Thoth in merito all’Arcano maggiore l’Aggiustamento, che simboleggia la Bilancia:

È l’aggiustamento finale nella formula del Tetragrammaton, quando la figlia, redenta dal suo matrimonio con il Figlio, è in questo modo posta sul trono della madre; così, infine, lei «risveglia l’Antichità del Padre di Tutto.» (…) Essa quindi deve essere compresa come colei che afferma la virtù di ogni atto e che domanda una soddisfazione precisa e esatta.

Il culmine di questo amplesso corrisponde a un momento cruciale per la psiche, una presa di coscienza universale, un’apocalisse. In Bilancia possiamo scorgere quindi tutti i miti riguardanti la fine dei tempi, il giudizio universale e la figura del Messia/Eletto che fa da tramite tra il Creatore e la sua creatura, l’umanità.

Il passaggio dalla Vergine alla Bilancia, inserendola in un contesto storico, può ricordare anche, a grandi linee, il rapporto tra Positivismo e Decadentismo a cavallo tra 19esimo e 20esimo secolo. Mentre il primo riponeva fede assoluta nella scienza, misuratrice dei fatti certi, il secondo si occupava di ciò che il primo lasciava in ombra, ovvero l’inconscio e la volontà individuale. Uno aveva interesse nel mantenere lo status quo e accrescerlo, mentre l’altro spesso si trovava a volerlo sovvertire, simbolicamente o politicamente.

In questa frattura intellettuale raggiunse il proprio apice l’Esistenzialismo e Friedrich Nietzsche formulò la sua idea dell’Oltreuomo o Superuomo, altra figura di stampo messianico, ma epurata da ogni connotato strettamente religioso. La storia ci ha tuttavia mostrato come nel bisogno collettivo di avere un Salvatore sia implicito un aspetto potenzialmente nefasto. Gershom Scholem scrive a proposito che:

I movimenti messianici spesso producevano individui con una sufficiente autorità carismatica da sfidare l’autorità stabilita (…) L’utopismo non solleva solo speranze e aspettative; minaccia anche i modelli tradizionali esistenti.

E non è un caso che il Sole in questo segno sia nella sua caduta e al suo posto si erga Saturno in esaltazione: tutto sembra perdere spirito vitale sotto il peso delle critiche e della vecchiaia, ma piuttosto che reagire violentemente per sovvertire l’ordine, grazie all’esilio di Marte e al domicilio di Venere, è possibile optare per una soluzione creativa e pacifica, come lo stabilire, di comune accordo, delle leggi.

All’inizio di questo lungo viaggio notturno la Bilancia ci richiama ad una rigida responsabilità, ma con l’intento di una partner fedele che ci obbliga a indossare il cappotto prima di uscire e affrontare il freddo. Sta a noi stabilire se il nostro rapporto sarà fruttuoso oppure oppressivo.

Approfondimento: i Decani del segno

L’emersione del Significato è per prima cosa emersione dell’idea di giusto. Se poi analizziamo i decani che compongono il segno della Bilancia, scopriamo che questa può esprimersi in tre modi: creativo come Giustezza, relazionale come Giustizia, o espressivo come Aggiustamento.

Giustezza

A seconda del metodo di attribuzione, nel primo decano troviamo Venere oppure la Luna e l’arcano minore 2 di Spade, chiamato Pace o Pace Restaurata. A tal proposito Crowley scrive: 

L’energia sostiene l’attacco della disgregazione. (…) La Luna è cambiamento, ma la Natura è pacifica; inoltre la Bilancia rappresenta equilibrio; tra loro, esse regolano l’energia delle Spade.

Ma come fa notare l’astrologo statunitense Austin Coppock: 

La relazione di questo decano con la Pace è tuttavia complessa, in quanto la potenza della Giustizia distrugge quella pace che cela ineguaglianze, ciò nonostante è solo attraverso il loro riconoscimento e rettificazione che si potrebbe lavorare ad una pace duratura.

Come immagine archetipale presa dal pantheon egizio, possiamo vedere qui Maat in azione, dea della giustizia e della verità, matrona delle leggi morali che indaga i segreti dell’anima e la conduce verso il suo destino. Per gli egizi essa era prima di tutto il principio dell’equilibrio, della giustezza appunto. Il noto rituale della pesatura del cuore abbiamo la presenza sia della bilancia che la piuma con la quale il cuore viene compensato (nel senso etimologico di «pesare insieme, uguagliare nel peso»).

Giustizia

Le promesse e i legami che connettono le persone vengono qui creati e messi alla prova. Vengono esposte le connessioni deboli, ma così viene anche rivelato il vero cuore. (…) Perciò, probabilmente le promesse più fondamentali e potenti sono quelle fatte a sé stessi, poiché c’è poco che qualcuno capace di fare e mantenere tale accordo non possa ottenere. (A. Coppock)

In questo Secondo decano vediamo la doppia influenza di Saturno. L’arcano minore è il 3 di Spade chiamato Sofferenza ed in esso le relazioni tra individui – così come quelle tra differenti aspetti della personalità – vengono regolate dai dettami del Significato. Spesso ciò comporta un certo livello di in-sofferenza che può atterrire, ma che ha il pregio di rendere resilienti.

Questa carta è oscura e pesante; è, per dirlo, la vagina del Caos. Vi è un’intensa annidata passione a creare, ma i suoi bambini sono mostri. Questo potrebbe significare la suprema trascendenza dell’ordine naturale. Qui vi è il Segreto, e la Perversione. (A Crowley)

Per questo motivo abbiamo scelto di rappresentare il decano con la Sophia degli gnostici, che è l’aspetto femminile del Creatore, simile alla Shekinah ebraica. L’elemento centrale del mito che la riguarda è la sua volontà di essere creatrice a sua volta, disobbedendo in un certo senso alla legge imposta da Dio; per questo essa viene, secondo tradizione, esiliata nell’oscurità. Secondo gli insegnamenti gnostici, i figli da lei generati tramite questo atto di arroganza sono il Demiurgo e gli Arconti che si frappongono tra Dio e l’umanità fingendosi creatori e intrappolando le anime dei terrestri in scorze di materia. Tuttavia, quello che sembra un classico mito della caduta è in realtà un’opera di redenzione totale dell’umanità, perché tramite Cristo – il Logos – la Sophia è in grado di liberare le anime e comprendendo l’oscurità le riporta gradualmente al Padre: la sua apparente apostasia e la progressiva espiazione sono dunque il mezzo prediletto per la salvezza.

Ogni aspetto dell’esistenza, anche il più torbido, contiene una scintilla di santità. Non va perciò censurato ma analizzato e compreso, con incedere armonioso, affinché agisca in modo funzionale, nella psiche come nella società. 

Aggiustamento

Nel terzo decano è il turno di Mercurio o di Giove e l’arcano ad esso legato, il 4 di Spade, è chiamato Tregua

Essa è l’instaurazione del dogma, e della legge che lo concerne. Rappresenta un rifugio dal caos mentale, scelto in una maniera arbitraria. (A. Crowley)

A questo stadio del segno emerge il bisogno, prima di passare nelle acque dello Scorpione, di impostare delle regole stabili che conservino il senso di giustizia acquisito. Al contempo, il sistema di precetti deve risultare flessibile così da essere modificato per adattarsi agli eventi che si incontreranno:

Il centro di equilibrio non è qualcosa di permanente, ma si trova piuttosto nel turbinio costante dell’occhio del ciclone. Non c’è più ingenuità qui – la giustizia deve riconciliarsi con un mondo ingiusto, e la pace con un mondo lacerato dal conflitto. (A. Coppock)

Qui incontriamo Marduk il cui ruolo nel mito sarà simile a quello di Zeus/Giove, ovvero fermare l’avanzata dell’antica generazione caotica, o titanica, che minaccia l’esistenza dei nuovi dei. Alla fine di una lunga battaglia riuscirà a tirare fuori nuova vita dal caos trasformandolo in uno spazio abitabile e assurgerà così a re degli dei.

Questo evento è legato ad Ariete, tuttavia qui ci soffermiamo sulle doti straordinarie che Marduk ha dalla nascita, infatti egli stesso è in parte generato dal caos, lo comprende. Questo gli dona doti uniche: ha occhi che guardano in ogni direzione – ovvero accetta la realtà per ciò che è nella sua complessità – e può tenere incantesimi nella propria bocca che, al pari del Logos, modificano quello che deve essere rinnovato. Sotto certi aspetti è simile all’Horus egizio o al Messia delle svariate tradizioni di radice giudaica. È un salvatore, senza dubbio, ma il nostro compito non è venerarlo e attendere la sua venuta quanto piuttosto produrlo in noi e porlo come nostro modello di vita in continua evoluzione.

Il Logos, in ogni sua manifestazione, ci ricorda che l’atto di tirare fuori materiale vitale dal caos – sporcandoci le mani – è una cosa buona, forse l’unica che vale la pena perseguire senza sosta.

Perciò quando sentiamo che qualcosa è giusto e noi non siamo allineati ad esso è saggio rieducarci a tal fine, lasciando da parte quell’aspetto di noi – assuefatto all’abitudine – che legittima i nostri limiti come se fossero scolpiti nel DNA e quindi irreversibili.

In definitiva non importa quali siano le caratteristiche del nostro giudice interiore – che sono diverse per ognuno e sempre mutevoli – ciò che conta è lasciar esprimere liberamente il Logos e attenerci ai suoi dettami. Questo ci permette di diventare adattabili nella rettitudine e quindi pronti per affrontare l’ignoto.

 

 

 

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