Luna PienaLuna Piena in Gemelli: il dono di Pandora

per Hel//


Il 12 Dicembre assisteremo all’ultimo plenilunio di questo 2019, la Luna Piena in Gemelli, momento culmine della lunazione della Quercia iniziata il 26 Novembre 2019.

Il segno dei Gemelli, mobile d’Aria, è sotto il Governo di Mercurio che al momento del plenilunio sta transitando nel Sagittario, segno che ospita anche il Sole, ed è governato dal benefico Giove che dal 2 Dicembre ha iniziato il suo transito nel Capricorno.

[In questo link puoi leggere il mio articolo su Giove in Capricorno]

Si tratta dell’ultima lunazione dell’anno che ci condurrà fino al Solstizio d’Inverno e a Natale, dandosi il cambio poi con la Luna Nuova del 26 Dicembre, importantissima e intensa, dato che si aprirà con una eclisse solare e che vedrà il verificarsi al suo interno della tanto temuta congiunzione tra Plutone e Saturno di Gennaio 2020 (ma di tutto questo parlerò in uno dei prossimi articoli).

La stagione parla chiaro.

Siamo in uno dei momenti più bui dell’anno: il Sole è bassissimo all’orizzonte e l’oscurità domina alle nostre latitudini.

Ed ecco quindi che la lunazione della Quercia, che vede nella Luna Piena in Gemelli il suo momento apicale, si configura come un momento di passaggio -una vigilia- durante il quale è favorevole la riflessione e soprattutto la rievocazione di ciò che lasciamo alle spalle.

Mercurio, messaggero e psicopompo, ci assisterà facendoci vedere come questo momento sia esaltato dalla particolare configurazione dei pianeti in Cielo. Lo farà mentre si trova nel segno del Sagittario, segno che il pianeta non ama tanto, e per giunta in una condizione di debilità a causa del suo isolamento. Questa particolare condizione di Mercurio è ciò che rende questa Luna Piena in Gemelli diversa e maggiormente orientata ad un altro tipo di comunicazione ed ascolto.

Abbiamo l’opportunità di vivere questo momento come l’ultimo sforzo prima di veder “rinascere il Sole” nel momento del Solstizio ed è per questo che on-line possiamo trovare questa Luna appellata anche con il nome di “Luna amara”.

Chiediamoci ora: quanto amara può essere la consapevolezza di tutto ciò che non possiamo cambiare?

E questa è una delle riflessioni messe in moto dal plenilunio Gemelli.

Non smetterò mai di ripeterlo: sebbene le fasi principali della luna cadano sempre negli stessi segni ogni anno, ogni momento lunare è diverso dall’altro perché gli equilibri del Cielo sono diversi, le immagini associate sono differenti e gli aspetti astrologici decretano la possibilità di sentir risuonare e di poter giocare, con maggior soddisfazione, con alcune immagini rispetto ad altre.

E quindi sì, è vero che la Luna Piena in Gemelli è un momento in cui è importante la comunicazione. Questa è in fondo la prerogativa del segno.

Ed è anche vero che l’immagine archetipica del bambino interiore può far capolino (in fondo in Gemelli non sono i puer aeternus dello Zodiaco?).

Ma questo non vale forse ogni anno?

Sicuramente siamo in un momento di passaggio e di crisi… ma in che modo questo momento è diverso dalla Luna Gemelli dello scorso anno?

Come ho già avuto modo di scrivere anche in altri articoli, con la Luna Piena vediamo metaforicamente spuntare la piantina degli intenti (desideri) seminati nel momento del novilunio: se il novilunio è un momento di incubazione e semina, il plenilunio corrisponde sempre alla sua fioritura.

Il Cielo del plenilunio: le radici che portano al cielo

“Per lei Herfǫðr scelse anelli e collane,
sagge parole di ricchezza
e la verga della profezia:
vede lontano, lei, e oltre,
in ogni mondo.”

(dalla Vǫluspá, la Profezia della Veggente)

Il momento del plenilunio avverrà, per Torino, alle 6:12 del 12 Dicembre a 19°51’ nel segno dei Gemelli.

La predominanza dell’elemento Terra in cui si trovano la maggior parte dei pianeti, associata alla funzione sensazione, è indice della modalità privilegiata, in questo momento, per comprendere le cose. L’elemento ci insegna ad affidarci a quello che possiamo vedere, toccare, sentire, gustare e annusare.

È il corpo, con il suo istinto, che vorrebbe partecipare alla danza delle energie.
E la mente razionale e calcolatrice, quella che ci porta a rifiutare le esperienze sulla base di pregiudizi, può adesso lasciar spazio ad un altro tipo di pensiero, più libero, giocoso ed estatico.

La Luna in Gemelli è, in questo quadro, l’unico pianeta d’Aria e ci mette in guardia sul lato ombra dell’elemento Terra che, quando costretta, trasforma l’utile realismo in cinismo, il pragmatismo in opportunismo, la previdenza in ossessione della materia, obbligandoci a consumare e ad accumulare per sentirci “esistenti” senza tener conto delle conseguenze e dell’impatto delle nostre scelte.

Il Cielo astrale del momento del plenilunio vede, oltre alla Luna in Gemelli (segno Mobile d’Aria) e al Sole in Sagittario (segno Mobile di Fuoco), anche uno dei governatori del Sole (Nettuno in Pesci) congiunto al Fondo Cielo coinvolto nella dinamica planetaria con una Croce a T.

Ed è proprio Nettuno a rappresentare un punto di scioglimento delle tensioni. Il trigono perfetto che forma con Marte Scorpione è infatti la risposta a ciò che è stato incubato a partire dal novilunio: la risposta ai crucci di queste settimane può arrivare da una zona della mente non razionale, ispirata, inconscia, in cui dobbiamo però mettere in conto il possibile incontro anche con le parti noi che gradiamo di meno. I sogni, la poesia, la magia, la stregoneria, il rito… luoghi di confine che ci lasciano trasgredire il dettame del pensiero unico.

Il veleno dello Scorpione e dei serpenti, se ingerito in piccole quantità, è anche ciò che le antiche tradizioni utilizzavano per provocare delle visioni divinatorie e profetiche. Sebbene sembri che tutto ciò ha poco a che vedere con il momento astrale attuale, in realtà la vicinanza al Sole dell’asteroide Pallade, memoria della dea dei serpenti Neith, porta traccia proprio di quello che può arrivarci in questo momento attraverso canali non convenzionali.

La sensibilità è al massimo mentre la possibilità di comunicare a parole le esperienze potrebbe essere ostacolata: c’è troppo nell’aria in termini di sensazioni, presagi, emozioni.

Le antenne sono ben dritte: questo è dovuto anche al fatto che l’assenza di luce di questo periodo ben si presta a vederci immersi in una notte che ci permette il sogno e la visione.

A nulla valgono adesso le posizioni rigide e intransigenti offerte come soluzione dai pianeti nascosti nelle viscere del Capricorno: Venere, amante degli dei, intercede nella sua veste di stella della sera presso Saturno e Plutone e ci interroga:

“Di cosa ho bisogno adesso in termini di nutrimento e cura? Che cosa devo vedere che non mi permette di crescere?
Non mi basta più ciò che è effimero, non mi accontento più della materia e di costruire torri sempre più alte… ora voglio arrivare all’essenza.”.

Sembra sua la voce che fa dire a May Sarton, nell’Invocazione a Kali:

“È venuto il momento dell’invocazione, dell’espiazione
di tutto quello che temiamo di più e che non osiamo guardare:
Kali, la distruttrice, non può essere sconfitta.
Dobbiamo restare, ad occhi spalancati, nel terribile posto.

Ogni creazione nasce dall’oscurità.
Ogni nascita è sanguinaria. È qualcosa che viene strappato.”

Nettuno, dio degli abissi, non è meno intenso di Plutone. Quando Nettuno si fa sentire, può spalancare le porte della percezione, renderci testimoni della bellezza di ciò che fantasticavamo da bambini, collegarci alle immagini dell’inconscio collettivo e infonderci la conoscenza attraverso mezzi non convenzionali come appunto i sogni e le visioni. Queste saranno notti particolarmente intense.

Nettuno non si riesce a toccare, non “si sperimenta”… semmai ci solleva e rapisce.

È impalpabile, ma possiamo vedere il suo dark-side illusorio ogni qualvolta ci rendiamo conto che ciò che avevamo visto fino a qualche momento prima all’improvviso si trasforma, che ciò che ci ha fatto andare avanti era un sogno che ci ha staccato dalla vita reale ed autentica.

Il velo si squarcia, la realtà appare in tutta la sua crudezza lasciandoci la sensazione di aver vissuto un sogno, di esserci ingannati, di aver voluto vedere solo la parte positiva di una faccenda.

Ed eccola l’intensità di questa Luna.

Nel momento in cui apriamo la strada all’indagine interiore è come se aprissimo il nostro vaso di Pandora, cioè quello che io amo chiamare il vasetto dei vermi, e la quadratura tra Nettuno e i luminari mette bene in evidenza che non è possibile nessun altra strada se non quella che sviluppa il coraggio di affrontare le verità, parola cara al Sagittario e sacra per i Pesci, avviandoci all’incontro con la nostra Anima.

Immaginale lunare

Il nome di questa lunazione (Luna della Quercia) è collegato alla sua caratteristica di resistenza ed è un simbolo saturnino di tenacia e stabilità, inserendosi quindi coerentemente in un periodo dell’anno in cui le ombre si allungano sempre di più e la stanchezza inizia a farsi sentire. La presenza massiccia dei pianeti in Capricorno, come ho poco più su spiegato, sono un’ulteriore indicazione di quanto questa caratteristica sia importante in questa fase storica.

Il desiderio di vita scalpita, ma lo fa cercando di sanare le radici in modo che la quercia cresca sana e robusta e possa sfidare le intemperie del tempo avverso.

I simboli sembrano voler portare l’attenzione proprio su questo elemento del mondo vegetale quando ci mostrano, nell’immagine associata al grado sabiano del novilunio del 26 Novembre che apre la lunazione (che è magicamente lo stesso in cui troviamo Mercurio nel momento della Luna Piena), punto importantissimo che indica quale seme è stato piantato:

“Un vecchio gufo solitario è appollaiato sul ramo di un grande albero”.

I primi 15 giorni della lunazione hanno visto la maturazione negli effetti, diversi per ognuno, dell’opposizione secca tra Urano in Toro e Marte Scorpione attiva nel momento del novilunio, tensione necessaria per distinguere l’essenziale dal superfluo.

A livello collettivo questo rappresenta sicuramente un momento di inasprimento di alcuni conflitti, mentre a livello personale è possibile che le bombe inesplose siano state o disinnescate oppure siano saltate in aria. Il Cielo si è disposto in modo tale che sia possibile iniziare ad osservare con occhio critico ed analitico tutto ciò che ha retto le nostre convinzioni e, per i più attenti, queso può aver segnato il momento di consapevolezza delle proprie parti più oscure.

L’ombra, ora, è più parlante che mai. Ed essa ad essere la materia su cui possiamo lavorare.

L’obiettivo più alto che possiamo veder sbocciare con questa Luna Piena è quindi quello giungere ad una comprensione maggiore delle parti sconnesse dentro noi ed in che modo questa sconnessione sia mantenuta da prese di posizione e convincimenti dogmatici.

Come arrivarci? Ed ecco che la Luna ci indica anche questo mese la strada.

Il simbolo sabiano della Luna Piena è collegato all’immagine di:

“Un moderno ristorante ha in mostra un’abbondanza di cibi prodotti di varie regioni.”

L’asteroide Pandora: la liberatrice

Come accaduto per la Luna Piena in Toro strettamente congiunta a Vesta, questo plenilunio vede il luminare della notte congiunta al grado all’asteroide Pandora, colei che dà i doni.

Scoperta nel 1858,  Pandora gravita nella cintura degli asteroidi sospesi tra Marte e Giove. Gli asteroidi, dal punto di vista simbolico ed astrologico, sono un emblema di ciò che noi incontriamo sulla nostra strada di evoluzione.

Nella mitologia greco/romana il mito di Pandora, che dà inizio ad una serie di sventure per l’umanità, compare come creazione di Zeus/Giove allo scopo di punire gli uomini per aver beneficiato del fuoco che Prometeo gli ha sottratto con l’inganno. E come Lilith, come Eva, come altre dee ed eroine associate alla tentazione, anche Pandora si macchia della colpa di aver trasgredito ad un divieto aprendo, causa la sua peccaminosa curiosità, il vaso che Prometeo le aveva proibito di aprire. E da quel momento ecco che i mali del mondo, racchiusi nel vaso, vengono liberati: vecchiaia, malattia, pazzia, morte, decadenza dei costumi… Insomma, un bel peso per questa creatura innocente creata al solo scopo di punire l’umanità.

Eppure… scavando e ricercando, si scopre che il mito di Pandora è antecedente.

Il mito greco è, come accade per molte delle eroine, una rivisitazione di un mito più antico che vedeva una versione di Pandora molto meno sciocca e “malvagia” (per utilizzare le terribili parole di Robert Graves). Essa, proprio come Demetra, era una divinità della fertilità e della terra: custode del “vaso” (l’utero) ed iniziatrice di cultura e prosperità.

Essa in questa versione mitica simbolicamente non apre quindi un vaso di altri, ma dispone di un vaso di cui è custode. Essa possiede la coppa e la mette a disposizione come “dono” di conoscenza.

Promethea (Alan Moore)

Del mito greco conserviamo ciò che è collegato alla curiosità, la stessa che fa avvicinare i bambini ai temi tabù: è nel momento della consapevolezza dei temi della morte, della vecchiaia, della malattia, che avviene un cambiamento.
Ed è questo lo stesso cambiamento di coscienza portato avanti da Urano in Toro.

Il vaso di Pandora è anche il vaso che nella vecchia Europa era deputato alla conservazione delle ceneri funerarie: la morte, l’unica vera certezza, verità amara racchiusa in un vaso di terracotta recante un’immagine di un utero che rappresenta l’utero di madre Terra.

Ecco cosa conserva Pandora in quel vaso: il ciclo di morte e rinascita della Natura, il cambiamento a cui dobbiamo essere pronti è il segreto associato a tutto ciò.

E a proposito di vasi non sorprenderà a questo punto vedere che anche il vas hermetis, la materia prima alchemica, è descritto come utero che contiene l’infinito fecondo dove risiedono caos e cosmo.

La terra soffre il modo in cui la sfruttiamo: quanto tempo dovrà passare prima che ci accorgiamo che ci stiamo dando la zappa sui piedi?

Demetra George descrive Pandora, assieme all’asteroide Icarus (che in questo plenilunio si trova congiunto al Sole) come “liberatori”, agenti del cambiamento, che portano alla luce ciò che era nascosto. Pandora lo fa liberando, pulendo, guarendo e affinché questo possa avvenire ha necessità che la coscienza se ne faccia carico, lo veda. Essa si presta a rivelare i segreti come fece Julian Assange, nato con Pandora in undicesima Casa, settore associato ad Urano e ai mass media, in trigono al Nodo Nord in terza, settore della comunicazione.

Di fronte ad una ingiustizia resti fermo a guardare o ti alzi in piedi, pronto a dire la tua?
Osservati anche nei luoghi virtuali: sei conscio della distruttività delle parole?

Credo che questi elementi diano alla congiunzione di Pandora alla Luna Gemelli una diversa profondità, una riflessione sui temi che non vogliamo affrontare perché ci fanno paura e che vorremmo tenere chiusi ermeticamente nel nostro vasetto pieno di vermi.

Buona Luna Piena e Buone Feste

 

 



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